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Studio Luca Lepidi
imlantologia e casi clinici

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FAQ - Domande frequenti

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Le risposte sono a carattere conoscitivo e non possono in alcun modo sostituire una visita medica.

Cosa si intende per Implantologia?
L'Implantologia è una branca dell'Odontoiatria che si occupa di studiare le metodologie chirurgiche che hanno la finalità di inserire impianti endossei nelle ossa mascellari edentule e atrofiche.
L'impianto endosseo è un presidio di materiale alloplastico inserito chirurgicamente in una cresta ossea residua al fine di sostenere un manufatto protesico dentale. Si distinguono di varie forme: a forma di radice, a vite, a lama, ad ago, sottoperiostei.
E per Implantologia Immediata Funzionale?
In alternativa all'implantologia bifasica convenzionale che prevede più di un intervento con il bisturi, questa implantologia, che possiamo definire storicamente di "Scuola Italiana" consente di ottenere subito dopo l'intervento la funzione masticatoria (immediata funzionale), grazie all'applicazione di principi clinici e al raggiungimento di requisiti chirurgici molto vicini alla Chirurgia Ortopedica.

Qual è la differenza tra i due metodi?
L'Implantologia bifasica, consente la funzione masticatoria solo dopo un adeguato periodo di guarigione e di attesa (4-6 mesi). L'Implantologia Immediata Funzionale consente di riabilitare la funzione nell'immediato post-operatorio per merito di una chirurgia minimamente invasiva, nella grande maggioranza dei casi senza l'ausilio del bisturi, che non necessita di interventi che mirano ad aumentare il volume osseo secondo gli orientamenti di oggi. Con un assioma si potrebbe riassumere la seguente distinzione fra le 2 tecniche: "Grande taglio, grande chirurgo" per la bifasica al contrario: "piccolo taglio grande chirurgo" per la Scuola Italiana. Il principio da cui muove è il seguente: il chirurgo adatta la propria tecnica all'osso che osserva senza modificarne l’anatomia.

I costi sono eccessivi?
I costi di questa implantologia "italiana" sono inferiori del 30-40 % rispetto all'implantologia bifasica convenzionale.
Da quanti anni esiste l'implantologia immediata funzionale nel nostro Paese?
L'implantologia orale è cominciata parlando prevalentemente italiano negli anni '60 e numerosi italiani ne hanno scritto tante pagine, tra le migliori. Per loro già esisteva il carico immediato funzionale, anzi a dir la verità esisteva solo quello: a cominciare da Manlio Formaggini, passando per Stefano Tramonte, il primo ad impiegare il titanio, per arrivare a Pier Luigi Mondani, inventore della sincristallizatrice indorale, ed a Dino Garbaccio ancora primo a teorizzare a praticare il bicorticalismo. E tanti altri non meno illustri.
Ma mi lasci spendere qualche parola ancora per "l'italianità"! Come poteva non essere italiana la prima Accademia Internazionale per il carico immediato funzionale?
La IAFIL, International Academy for Immediate Loading è stata costituita a Roma il 27 febbraio del 2007 per la volontà di tanti implantologi italiani e non desiderosi di identificarsi in quello in cui credono: il carico immediato. Alllo scopo di promuoverne lo studio, lo sviluppo e la diffusione, e contribuire alla formazione e all'aggiornamento dei propri associati. Tutto questo per arrivare a rappresentare il punto di riferimento su una materia che , pur appartenendo all'implantologia moderna, post branemarkiana (Scuola Bifasica Svedese), è nata ed ha trovato, fino ad ora, sviluppo ed evoluzione solo nel carico differito.
Per un disabile che avrebbe bisogno di anestesia totale per eventuali interventi, l'implantologia immediata funzionale potrebbe essere una soluzione?
Un paziente diversamente abile necessita di speciali attenzioni e accorgimenti al fine di ottenere la possibilità di espletare una cura in modo corretto, di qualsiasi genere essa sia. Se si dovessero ricreare le condizioni che si hanno in un paziente collaborante, ci ritroveremmo a dover valutare le condizioni locali osse e orali più in generale e quindi il paziente disabile non si discosterebbe da un paziente normalmente abile potrebbe essere trattato come tale. Le condizioni di cui parliamo possono essere raggiunte in narcosi. Per questo servono strutture sanitarie adeguatamente attrezzate di sala operatoria. L'aspetto più sensibile verso questo tipo di implantologia è l'Occlusione orale ( il modo attraverso il quale si interpongono fra loro i denti), considerando che è frequente notare parafunzioni in questi pazienti (bruxismo e serramento). Ovviamente, è necessario valutare con maggiore attenzione, le opportunità sociali e il rapporto costo-beneficio, requisito principe in deontologia.
Dott. Lepidi, lei sta lavorando ad un progetto per i disabili di cosa si tratta?
All'interno della IAFIL stiamo studiando il carico immediato in condizioni limite e il ruolo della componente muscolare nei movimenti involontari, attraverso l'elettromiografia. Quest'ultimo aspetto è di enorme importanza nei pazienti con in coordinazione muscolare. Basti pensare alle macroglossie e all'azione di spinta linguale che spesso nei pazienti disabili e con sindromi complesse è una caratteristica molto ben rappresentata. Altro problema da affrontare, di natura operativa, è la struttura sanitaria. E' necessario investire sia in termini professionali ma anche in termini economici, in strutture adeguate che consentano interventi di chirurgia orale in pazienti non collaboranti. Mi riferisco a sale operatorie per disabili. Sale attrezzate con mezzi che consentano di mobilizzare il paziente. Personalmente e a nome dell'Accademia della quale sono socio fondatore sarei felice di mettere a disposizione quanto è nelle mie facoltà operative e cognitive al fine di contribuire a migliorare la qualità della vita di questi pazienti. Le edentulie severe che si riscontrano in pazienti disabili, infatti, sono altamente invalidanti e mettono in difficoltà tutto il sistema digerente. Ma pensiamo anche ai familiari che non hanno punti di riferimento in materia odontoiatrica, non sannno achi rivolgresi ecome affrontare tali condizioni, troppo superficialmente considerate di secondo piano.
Mi auguro vivamente che la nostra città possa in futuro distinguersi in questo campo e rappresentare un modello di studio e un progetto pilota per altre realtà. È necessario uno sforzo comune fra le istituzioni e le rappresentanze politiche locali in sinergia con l'ambiente sanitario e i professionisti odontoiatri.
Nel ribadire l'impegno fattivo personale e della Iafil a nome del Presidente Prof. Stefano Fanali dell'Università di Chieti porgo i miei più cordiali auguri e sinceri ringraziamenti al vostro organo di informazione che consente la diffusione di notizie altrimenti difficilmente reperibili.
Perché il costo dell'implantologia emergente a carico immediato di Scuola Italiana è inferiore al costo dell'implantologia tradizionale?
Perché oltre al costo inferiore dei materiali utilizzati, dovuto al minor numero di componenti, la chirurgia è richiede minor tempo e meno sedute e questo si traduce in minor costo per il paziente.
Perché il costo dell'implantologia emergente a carico immediato di Scuola Italiana è inferiore al costo dell'implantologia tradizionale?
Perché oltre al costo inferiore dei materiali utilizzati, dovuto al minor numero di componenti, la chirurgia è richiede minor tempo e meno sedute e questo si traduce in minor costo per il paziente.
Qual è il materiale con cui sono fatti gli impianti?
Come tutti gli impianti, sono fatti titanio, perché è il materiale più biocompatibile attualmente a disposizione.
Perché il costo dell'implantologia emergente a carico immediato di Scuola Italiana è inferiore al costo dell'implantologia tradizionale?
Perché oltre al costo inferiore dei materiali utilizzati, dovuto al minor numero di componenti, la chirurgia è richiede minor tempo e meno sedute e questo si traduce in minor costo per il paziente.
L'implantologia è dolorosa?
Grazie alla tecnica trans-mucosa è rutinario non utilizzare il bisturi. Durante il trattamento non si sente assolutamente niente in quanto viene effettuata anestesia locale, la stessa che si usa per le cure ai denti. Dopo l'intervento, gli eventuali postumi si controllano comunque senza problemi con i comuni farmaci antinfiammatori che verrano prescritti.
Cosa si intende per implantologia a carico immediato?
Si intende la possibilità di inserire gli impianti e nello stesso momento applicare dei denti fissi provvisori che permetteranno di espletare immediatamente la funzione e di ottenere subito risultati estetici, la finalizzazione ultima si realizza con la costruzione dei denti definitivi.
Con i denti provvisori, dopo quanto tempo posso masticare?
Con i denti provvisori si può masticare nell'immediato post-intervento perché la struttura implantare realizzata permette di sopportare da subito il carico. Sarà il carico stesso ( entro certi limiti) a stimolare il tessuto osseo e la sua guarigione.
La "saldatura" intra-orale, per mezzo della sincristallizzatrice, è dolorosa?
Assolutamente no! La saldatura degli impianti fra di loro viene realizzata tramite l'utilizzo di barre in titanio che vengono solidarizzate agli impianti utilizzando un'apparecchiatura denominata Sincristallizzatrice che è attualmente l'unica apparecchiatura certificata come elettromedicale e quindi assolutamente sicura oltre che indolore.
Perché utilizzate impianti di forma e dimensione diversa?
Perché l'anatomia ossea non è standard e quindi soltanto in questo modo abbiamo la possibilità di rispettare al massimo le strutture anatomiche cercando di adattare l'impianto che andremo a mettere al paziente e non cercando di modificare il paziente con interventi invasivi per adattarlo ad un sistema implantare.
Da quanto tempo esiste la tecnica del carico immediato?
L'esperienza sul carico immediato è più che trentennale, ricordiamo infatti che l'implantologia è nata come carico immediato. Questo dovrebbe risultare quasi ovvio se pensiamo che l'implantologia non è altro che un trattamento simile a quanto realizzano gli ortopedici. Si è mai visto un ortopedico che attende mesi prima di caricare una vite di sintesi? Il paziente camminerebbe dopo 3-4mesi? Evidentemente no! invece, i dentisti chiedono ai propri pazienti di masticare dopo 3-4 mesi!
Cosa si intende per tecnica trans-mucosa?
Vi sono due possibilità di inserire gli impianti. Una prevede il bisturi e si realizza incidendo la gengiva, scollando un lembo di mucosa per forare l'osso e posizionare gli impianti. Alla fine di tutto ciò si metteranno dei punti (tecnica classica). L'altra è la tecnica trans-mucosa, dove l'implantologo posiziona gli impianti soltanto tramite dei piccoli fori attraverso la mucosa senza la necessità di punti di sutura e con un trauma chirurgico minimo.
Quali sono i vantaggi della tecnica trans-mucosa?
Il vantaggio maggiore è dato dalla minima invasività che porta al minor danno possibile ai tessuti e quindi ad una guarigione più veloce e molto meno sintomatica. Si annulla quindi il rischio della comparsa di gonfiore ed ematomi nel post-intervento.
Il carico immediato si può realizzare sempre?
Quasi sempre è realizzabile il carico immediato. Questo va evitato soltanto in rarissimi casi in cui la situazione ossea è talmente compromessa da richiedere un intervento invasivo di ricostruzione, anche se la possibilità che questo sia indispensabile è molto ridotta.
Il carico immediato si può applicare anche alle dentiere?
Certamente. E' possibile stabilizzare dentiere che si muovono, in un'unica seduta posizionando, in modo estremamente a-traumatico grazie alla tecnica trans-mucosa, 4 impianti che andranno subito collegati tra di loro e permetteranno di fissare la protesi e addirittura di ridurre le dimensioni del palato sulle protesi superiori..
Quanto dura l'intervento per posizionare un impianto?
Possiamo stimare il tempo necessario per il posizionamento di un impianto in 3-4 minuti.
Nel caso vi sia la necessità di fare estrazioni è comunque possibile posizionare impianti?
Certamente, si parla in quel caso di implantologia post-estrattiva che comunque sarà sempre a carico immediato.
Quanti impianti sono necessari per ricostruire un'arcata completa?
Il numero di impianti è variabile a seconda della situazione anatomica e quindi verrà deciso all'atto dell'intervento. Si tende comunque a mettere più impianti possibili e preferibilmente un impianto per ogni dente. Facciamo semplicemente quello che ha fatto Madre Natura quando ha dotato ogni dente di almeno una radice.
Per risparmiare non si possono inserire meno impianti?
Con la nostra tecnica il problema non esiste perché non viene più conteggiato il costo degli impianti come singoli pezzi ma si conteggia a lavoro finito indipendentemente da quanto sia necessario per eseguirlo. In tal modo il chirurgo è libero da vincoli economici e può posizionare il numero di impianti che ritiene più indicato per risolvere il problema del paziente. Ad esempio nel caso di un ponte in cui si siano ipotizzati 3 impianti e poi all'atto dell'intervento si presenti la possibilità di posizionarne 4, questi verranno posizionati senza che il costo si vada a modificare.
Vi sono limiti di età per l'implantologia?
No, l'unico limite è dato comunque dalle condizioni generali di salute. Non esistono controindicazioni assolute, possono esistere controindicazioni relative ma le condizioni vanno valutate da caso a caso.

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